Questo blog...

...potrebbe sembrare un blog di cucina...in parte lo è, ma in verità è un blog su di me. Si perchè per me raccontarvi queste ricette è come raccontare me stessa, i ricordi che i profumi della cucina mi evocano. Si perchè per me inventare, sperimentare, è partire dalle cose che ho visto fare per anni, sin da piccola, alle cuoche della famiglia...la mamma, le nonne e le zie...e modificare questo, aumentare qua, e diminuire là.

giovedì 18 dicembre 2014

Vellutata di patate viola


Qua piove, piove, e ancora piove. Insomma non ha fatto altro che piovere.
E la cosa non faceva sicuramente venire una gran voglia di uscire per fare una passeggiata. Se poi aggiungiamo che il tempo a disposizione era pochissimo non è che sia riuscita a fare tanti giri, anzi pochissimi. E oggi si riparte....sigh. 
Bye Bye S. Francisco :-(

Visto che devo ancora finire la valigia (chissà se riuscirò a chiuderla) vado direttamente alla ricetta di oggi. Una ricetta non ricetta, una cosina sciuè sciuè. Una semplice vellutata di patate, ma un po' diversa dal solito. 
Visto che colore? merito delle patate viola. Vi avevo raccontato di aver trovato una spacciatrice formidabile di stranezze culinarie e questa è una delle cose che mi ha procurato. Ho poi scoperto che non sono da confondere con le patate violette. Le prime rimangono belle viola scuro anche dopo cotte mentre le altre sono più chiare all'interno e tendono a diventare quasi chiare dopo averle cotte.

Ed ecco cosa ho scoperto facendo un po' di ricerche in rete:
La patata viola ha la buccia spessa, la polpa interna è viola ed ha un sapore molto simile a quello della castagna. Come i mirtilli, le patate viola sono ricchissime di antiossidanti, perciò aiutano a ridurre l’invecchiamento e combattono i radicali liberi. 
La polpa particolarmente farinosa rende le patate viola molto adatte alle preparazione di purea e di gnocchi ma è ottima anche fritta o semplicemente bollita. Non contengono glutine per cui sono considerate un alimento sicuro anche per i celiaci.


E cosa ci ho fatto con questa cosa tanto particolare? una banale vellutata ^__^ 
Però dai, servita così in versione finger food potrebbe anche sembrare qualcosa di serio e raffinato. La butto là, potrebbe essere un'idea da sfruttare come entrèe per il pranzo di Natale.
Non metto quantità, seguite i vostri gusti e fidatevi della prova assaggio. Se volete rimanere più sul tradizionale potete sostituire lo zenzero con peperoncino.

Vellutata di patate viola
Ingredienti
porro
zenzero fresco
patate viola
brodo vegetale
olio evo
fiocchi di avena

Preparazione
Sbucciate le patate e tagliatele a cubetti, quindi lessatele in acqua salata fino a che non diventano tenere. Ci metteranno un po' di più delle classiche patate perchè la polpa rimane più soda. Tagliate a rondelle il porro e fatelo imbiondire in una padella con un filo d'olio Poi aggiungete le patate a cubetti, lo zenzero pelato e grattugiato e lasciate cuocere per due minuti. Quando le patate saranno cotte versate mezzo bicchiere di brodo e frullate con il frullatore ad immersione. Se il composto risulta troppo denso basta aggiungere brodo fino a ottenere la cremosità che desiderata. Scaldate ancora per 1 minuto poi componete i bicchierini mettendo sul fondo un po' di fiocchi di avena, poi la vellutata e infine altri fiocchi di avena.


Stampa il post

lunedì 15 dicembre 2014

Ciambella (quasi) all'acqua con cranberries


Sto facendo la nanna. Si nel vero senso della parola.
Mentre voi leggete io starò facendo la nanna, o almeno spero, a meno che io non abbia perso la battaglia contro il jetlag. Visto che era l'unico giorno libero a disposizione mi sono messa alla ricerca di qualche regalino  per le feste. Fa un certo effetto ritrovarsi a fare shopping a San Francisco, ma devo confessare che c'era talmente tanta gente in giro che alla fine ho desistito. Sono un po' orso in questo, non ami i fiumi di folla.

Ma veniamo a noi. E' un periodo in cui sento particolarmente il bisogno di coccolarmi, quindi ultimamente sto cucinando (e purtroppo anche mangiando) parecchi dolci. Però è bello fare colazione con una fetta di torta morbida e soffice, mi fa tornare indietro a quando ero piccola e mia nonna preparava il suo mitico ciambellone per le nostre colazioni, e anche merende.
Questa ciambella nasce dal ciambellone all'acqua che avevo postato qui. Ma ho fatto una modifica. 

Avendo usato delle ciliegie sciroppate per un dolce mi era rimasto il liquido di conservazione, sapete quello sciroppino liquido abbastanza dolce. E visto che io sono una che non ama buttare le cose ho pensato che magari si poteva usare in sostituzione dell'acqua in questo ciambellone. E per finire ho aggiunto dei cranberries, anche quelli da far fuori. Visto che lo sciroppo è già di per se abbastanza dolce ho ridotto la quantità di zucchero.

E per non farsi mancare proprio niente ho decorato con una bella glassa rosa. Molto rosa ma niente coloranti! colore naturale ottenuto facendo la glassa con zucchero e sempre sciroppo di ciliegie, e anche un pochino di succo di limone per stemperare un po' la dolcezza.
Alla fine ne è uscita una torta un po' "girly" ma nessuno di è fatto dei problemi per questo, spazzolata senza battere ciglio ^____^

Ciambellone all'acqua
Ingredienti
2 uova grandi
135 g di zucchero
130 ml di sciroppo (di ciliegie sciroppate)
aroma vaniglia
2 cucchiaini di lievito
220 g di farina
80 ml olio di semi

per la glassa
zucchero a velo
sciroppo di ciliegie
succo di limone a piacere
zuccherini colorati

Preparazione
In una ciotola montate le uova con lo zucchero fino a quando non otterrete un composto spumoso. Incorporate l’olio, l’acqua, la vanillina, la farina e il lievito; mescolate tutto dal basso verso l’alto per unire bene gli ingredienti. Imburrate e infarinate uno stampo per ciambelle e versateil composto. Fate cuocere in forno preriscaldato a 170° per 45 minuti circa. Terminata la cottura sformate e fate raffreddare su una gratella. Preparare la glassa mescolando lo zucchero e lo sciroppo, distribuire sulla torta e decorare con gli zuccherini. La glassa dovrà risultare abbastanza densa.


Stampa il post

giovedì 11 dicembre 2014

Rigatoni con lenticchie, speck e scalogno caramellato


Oggi sono un po' di fretta. Sono in partenza per lavoro e le cose da sistemare prima della partenza sono parecchie. Sabato parto per gli States, precisamente San Francisco.
Stop stop stop!!!
Vi sento già li a pensare che cul*, che bello, hai tutta la mia invidia, fai tante foto, potessi andarci io etc etc
In verità vado e torno, arrivo sabato sera e riparto giovedì mattina quindi non è che mi possa godere chissà chè. In pratica passerò quasi più tempo in aereo che in città. Per fortuna io sono una che dormirebbe anche sugli spini, quindi la cosa non mi disturba troppo.
Comunque spero di riuscire a fare almeno un giretto domenica. Nel periodo natalizio le grandi città americane tipo New York, Washington o San Francisco sono sempre addobbate meravigliosamente e  si respira aria di festa in ogni angolo. Sicuramente farò un giretto al negozio della Levis, dove so per esperienza pregressa che i jeans si trovano ad un terzo di quello che costano da noi (e siamo sotto natale!). 

Ma bando alle ciance. Oggi una ideuzza per il pranzo. Legumi, cipolle caramellate e per i non-veg speck, comunque facoltativo. Lo spunto viene un'altra volta da una ricetta vista sul numero di novembre di Cucina no problem che ovviamente alla fine è stata drasticamente rivisitata. In pratica sono rimasti solo lo speck e le lenticchie.

Mangio molto raramente gli affettati, ma ultimamente sono in periodo "affumicato" e ogni tanto cedo alla tentazione dello speck...e alla provola e scamorza affumicate :-)
Pensare che una volta non mi piacevano. Sono una che va un po' a periodi in fatto di gusti, in certi periodi mangio sempre la stessa cosa poi basta, mi stufo e non la mangio più per mesi se non anni.

Un primo semplice e sicuramente saporito. Anzi potrebbe quasi essere servito come piatto unico visto che ci sono i carboidrati e le proteine. Servito insieme ad una insalata mista e il pranzo è a posto.

Ora vi saluto e vi auguro un buon fine settimana

Rigatoni con lenticchie, speck e scalogni caramellati
Ingredienti per 2 persone
140 g di rigatoni,
80 g di lenticchie secche
speck
2/3 scalogni
20 g burro,
1 pizzico di sale,
pepe,
1 cucchiaio di zucchero di canna
1 cucchiaio di aceto di mele
prezzemolo fresco

Procedimento
Mettete a bagno le lenticchie la sera prima. In questo modo il tempo di cottura si ridurrà molto. Il giorno dopo mettere le lenticchie in una casseruola o tegame di coccio con circa 300 ml d'acqua fredda. Fatele cuocere fino a che non diventano tenere, il tempo dipende dal tipo di lenticchie. Scolatele bene e farle insaporire in padella con un filo d'olio. Frullatene la metà. Affettate gli scalogni, fateli cuocere per 5 minuti in una larga padella antiaderente nel burro spumeggiante. Non appena inizia ad attaccare, salate, bagnate con l’aceto e fate appena evaporare. Aggiungete a questo punto lo zucchero, mescolate affinchè si sciolga bene, fate cuocere a fiamma bassa per qualche minuto poi trasferite le cipolle su un piatto.
Rosolate le fettine di speck per pochi minuti nella padella degli scalogni senza aggiunta di grassi, poi aggiungete la crema di lenticchie, le lenticchie intere e gli scalogni. Cuocete nel frattempo i rigatoni, scolateli e fateli saltare nella padella con gli altri ingredienti in modo da farli mantecare bene al sugo. Servite con una manciata di prezzemolo fresco.


Stampa il post

lunedì 8 dicembre 2014

Torta di mele allo yogurt


Due sorelle, solo 18 mesi di differenza eppure così diverse
la grande: minuta ed eterea, leggiadra, sensibile, precisissima, affettuosa e dolce, molto timida e permalosa
la piccola: solare, estroversa, corporatura ben messa, volitiva e determinata, o fai quello che vuole lei o sono cavoli

Una bionda e una mora, così diverse eppure anche così uguali
in alcuni istanti e atteggiamenti potrebbero sembrare gemelle
tutte due accolgono la zia con un sorriso bello come il sole
si infastidiscono continuamente ma ognuna non può stare senza l'altra 
già stare cinque minuti in due stanze diverse sembra impossibile
e se la grande pastrocchia con la zia tra uova, zucchero, farina, yogurt, frusta, leccapentola e stampi per torte, l'altra mica vuole essere da meno. Ora anche lei vuole mettersi il grembiule e contribuire. E l'altra che si mette a fare la maestrina "devi fare così, devi fare cosà"

Questa è la prima produzione a sei mani. E c'è un altro primato, prima torta di mele con le nipotine. Dovevate vedere il sorriso di soddisfazione della piccola quando ha per la prima volta preso in mano la frusta e partecipato alle attività ^____^

La ricetta è della spumeggiante Damiana. Appena vista ho capito che sarebbe tardato poco prima che finisse dentro al forno. Non c'è una sua ricetta che non mi faccia pensare cavoli questa è assolutamente da fare. Oserei dire che il suo blog è pericolosissimo, se siete a dieta è meglio che stiate alla larga. ;-)

Io ho solo ridotto le dosi ed usato tutta farina bianca invece che metà bianca e metà farro, non per scelta ma solo perchè non ne avevo. E' una torta facile e semplice da fare, e come tutte le torte di mele è buona, e profuma di casa, di cose genuine fatte in casa. Ed è perfetta per la merenda dei bimbi.

Torta di mele allo yogurt 
Ingredienti per una tortiera da 22 cm 
2 uova intere
80 g di zucchero semolato
80 g. di zucchero di canna
250 g di farina 00
1 vasetto di yogurt intero senza zucchero
60 ml di olio di semi
la buccia grattugiata di un limone
cannella a piacere
1/2 bustina di lievito per dolci
un pizzico di sale
3 mele
1 cucchiaio di zucchero di canna

Preparazione
Sbucciare le mele. Affettarne sottilmente una e tagliare l'altra in piccoli pezzi, irrorarle di succo di limone per non farle annerire. Battere le uova intere con gli zuccheri fino a montarle bene (io ho usato la frusta a mano ed è venuta benissimo comunque). Unire il sale e la scorza dei limoni. Sempre continuando a montare aggiungere a filo l'olio. Unire anche la farina setacciata insieme al lievito e alla cannella alternandola allo yogurt. Unire al composto le mele a pezzetti e versare il tutto in una tortiera foderata di carta forno. Ora disporre a cerchi le fettine di mela. Cospargere con zucchero di canna.Infornare a 170° per circa cinquanta minuti. Fare comunque sempre la prova stecchino. Sfornare e sformare, cospargere a piacere con zucchero a velo.


Stampa il post

giovedì 4 dicembre 2014

Paninetti di segale ai semi (furbissimi!!)


E' brutto e piove...
Non so quante volte abbia preso l'acqua negli ultimi giorni...sto cominciando a fare la muffa.
E sono anche stressata...
Quindi io impasto, sbatto, monto, stendo, sfarino, sguscio, accendo il forno...e mangio.
Dolci o salati non fa differenza.
Crostate, ciambelle, biscotti, cioccolato etc...
Torte salate, stuzzichini, grissini, vellutate, zuppe, etc...
E non disdegno neanche l'abbinamento dolce e salato. Carni con composte di frutta, formaggi e miele, e...pane e nutella! ^__^
Ultimamente mi mangerei chili di pane (alla faccia del lato b) e se mi trovo a portata di mano la delizia cremosa alla nocciola è la fine (alla faccia della lista degli ingredienti).

L'altro giorno mi sono ritrovata senza pane - orrore!!!!
E avevo fretta, non avevo voglia di aspettare ore.
Quale migliore occasione per sperimentare una cosa che era nella to-do-list da anni?
questo mitico, famigerato, innominabile soda bread. Il pane che si prepara in mezz'ora.
Orrore per i puristi dei lievitati!!!!
Ma io non sono purista e amo sperimentare.

Se cercate una ricetta furbissima, velocissima e di sicura riuscita non potete che andare dritti sparati da Stefania. Come ho fatto io, e ovviamente ho trovato quello che cercavo. Solo due modifiche, sostituzione dell'avena con la segale e aggiunta di semini vari, zucca e girasole.
Risultato...fantastici (ovviamente ^__^)

Vi assicuro che la colazione è stata una meraviglia - alla faccia della pioggia!


Con questi paninetti partecipo al giveaway per il 5° compleanno del suo blog, e per festeggiare l'apertura del nuovo dominio!!!!!! Mi raccomando aggiornate i blogroll.


Incrocio le dita anche se so che non vincerò mai. Non sono mai stata fortunata in queste cose e l'Araba è troppo famosa...da qui al 15 riceverà migliaia di pensierini carini.

Panini (tipo soda bread) ai semini (dell'Araba)
Ingredienti per circa 15 pezzi 
400 g di farina integrale
100 g di farina di segale
2 cucchiaini di sale
2 cucchiaini di bicarbonato
2 cucchiai di olio
2 cucchiai di miele
300 ml di birra
150 ml di buttermilk (se non lo avete usate metà yogurt bianco naturale e metà latte)
2 cucchiai di semini vari (zucca, girasole)

Preparazione
In una ciotola mescolare le farine, il sale ed il bicarbonato. In un'altra mettere la birra, il buttermilk, l'olio ed il miele. Versare il liquido nel mix di farina, tenendone da parte circa 50 ml: girare l'impasto con una forchetta velocemente, senza mescolare troppo. Una lavorazione prolungata farebbe ottenere panini meno soffici. Ora valutare se l'impasto e' sufficientemente morbido: deve essere piu' o meno come una torta densa, non certo come un impasto da pane classico, anzi piu' e' morbido meglio verranno i panini. Ovviamente allo stesso tempo non deve essere liquido, per cui dovrete valutare in base alle vostre farine se aggiungere o meno i restanti 50 ml di liquido (a me sono serviti tutti). Con le mani bene infarinate di farina integrale formare sei mucchietti su carta forno, e spolverizzare ciascuno con un po' di fiocchi d'avena. Cuocere subito in forno preriscaldato a 220 per circa 15 minuti. Servire tiepidi o a temperatura ambiente.

Stampa il post
Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...