Questo blog...

...potrebbe sembrare un blog di cucina...in parte lo è, ma in verità è un blog su di me. Si perchè per me raccontarvi queste ricette è come raccontare me stessa, i ricordi che i profumi della cucina mi evocano. Si perchè per me inventare, sperimentare, è partire dalle cose che ho visto fare per anni, sin da piccola, alle cuoche della famiglia...la mamma, le nonne e le zie...e modificare questo, aumentare qua, e diminuire là.

lunedì 20 ottobre 2014

Tortine alla arance e...buon lunedì


Lo chiameremo l'autunno dell'infradito
Sono già due settimane che si soffre un caldo afoso quasi insopportabile. 
Mi sono lamentata per la primavera piovosa, per non parlare dell'estate fredda e uggiosa ed ora per questo autunno troppo caldo. Non che non mi piaccia il tepore del sole sulla pelle, ma in questi giorni altro che tepore. Le mie piantine in terrazzo stanno impazzendo e il rosmarino ha cominciato a fiorire. Giuro che si è riempito di deliziosi fiorellini viola!

Io attendo, attendo di potermi gustare castagne cotte nel camino, cioccolate caldo sotto una bella coperta sul divano, e di cominciare a preparare zuppe calde e fumanti. Ma va bene, attendiamo e prima o poi vedrete che l'autunno arriverà.
Intanto in casa ci gustiamo i frutti autunnali, uva, mele, pere e le prime arance. Ecco le arance sono perfette in questi giorni. Succose e rinfrescanti. In fondo le arance sono un frutto autunnale/invernale ma sono perfette per rinfrescare e dissetare in una giornata calda. 

Io adoro tutti gli agrumi, pompelmi, cedri, limoni, lime e arance. Adoro mangiarli e adoro anche utilizzarli in cucina, sia per piatti salati che nei dolci. Queste tortine sono una mia rivisitazione di questo cake alle arance di Milena. Le sue ricette erano tutte stupende, ma i dolci erano davvero super, sempre bellissimi, eleganti, raffinati e soprattutto buonissimi.

Avevo delle deliziose arance dolcissime portate da un'amica da un viaggio in Sicilia. E ho voluto provare questa sua ricetta. E' stato un po' come sentirla nuovamente vicina. Ho fatto solo qualche piccola modifica per togliere di mezzo un po' di resti che avevo in dispensa.
Volevo un dolcetto un pochino rustico, per la colazione, quindi ho deciso di sostituire lo zucchero bianco con quello di canna e fare metà farina bianca e metà integrale. Per finire ho decorato con dei cereali da colazione sbriciolati fini.

Che dire, deliziosi. Leggeri dato il poco burro, freschi e molto profumati. Perfetti per la colazione e per cominciare bene la settimana. Ne volete uno? vi aspetto ^___^

Tortine alla arance
Ingredienti (per circa 10 tortine)
50 g burro
150 g zucchero di canna
2 uova codice 0
100 g farina 00
100 g di farina integrale
2 arance bio (scorza grattugiata + succo)
1/2 bustina lievito
cereali da colazione sbriciolati

Preparazione
Grattugiare la buccia delle arance e spremerne il succo. Lavorare il burro a temperatura ambiente con metà dello zucchero e, a parte, montare le uova con il restante zucchero. Unire i due composti ed incorporare le due farina dopo averle setacciate, la scorza d'arancia, il succo ed il lievito (si possono anche aggiungere pezzetti di arance caramellate). Trasferire il tutto negli stampini da muffin, decorare con i cereali sbriciolati ed infornare a 170° per 25 minuti circa.


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giovedì 16 ottobre 2014

Risotto con mele, crescenza e miele


Parto con un dubbio sulla ricetta della confettura dello scorso post. Alcuni mi hanno detto che non tolgono le bucce in modo da avere una confettura più consistente. Ecco questa cosa me la dovete spiegare, perchè con l'uva fragola secondo me è impossibile togliere i semi e non la buccia. I semi non vengono via tagliando l'acino a metà, a me si spappola tutto.
Quindi se qualcuno sa il trucco è pregato di svelarlo, perchè sono mooooolto curiosa!

Ma veniamo alla ricetta di oggi. Un risotto facile e veloce ma abbastanza inusuale che ho trovato nel numero di settembre di Cucina no problem. Personalmente ho provato tanti risotti con la frutta, con l'uva fragola, con la melagrana, con l'arancia, e vari anche con le mele, speziato, con nocciole e fontina e con le noci. Ma di solito faccio fatica a convincere gli altri ad assaggiarlo....la diffidenza regna sovrana in casa mia.
Ma io sono "capa tosta" e se mi metto in testa che voglio provare una cosa, prima o poi la faccio, alla faccia dei titubanti ^__^

Questo risotto mi ha subito ispirato, mi piaceva l'dea della quenelle di mele, e poi la decorazione con la julienne di mele era fighissima, almeno sulla rivista. La mia è venuta un po' così, ma la colpa è del mio rigalimoni, che fa un po' pietà. 

A me è piaciuto parecchio e vi assicuro che non ne è rimasto. La dolcezza della purea di mele e del pizzico di miele si sposa molto bene alla cremosità e sapidità del formaggio. La ricetta originale prevedeva il pecorino che però io non avevo. Proverò anche con la feta, secondo me il suo sapore deciso deve stare proprio bene con il dolce della mela.
Ultima nota. A me è venuto leggermente troppo "tirato", troppo asciutto. Vi consiglio di tenerlo un po' sul morbido perchè quando andrete a mantecare con la crescenza tenderà a rassodarsi.

Ora vi saluto e vi auguro un buon fine settimana.
Baci baci

Risotto con mele, crescenza e miele
Ingredienti (per 2 persone) 
1 mela verde
1 foglia di alloro
100 ml vino bianco dolce
150 g di riso arborio
brodo vegetale
1 cucchiaino di miele
1 cucchiaio abbondante di crescenza
1 piccola cipolla bianca
succo di limone
olio evo
pepe nero

Preparazione
Sbucciate la mela con il rigalimoni e tenete da parte la buccia a julienne spruzzandola con il succo di limone. Eliminate il torsolo e tagliate la polpa a dadini. Metteteli in una casseruola con l’alloro, metà del vino e 50 ml d’acqua. Lasciare cuocere finché le mele avranno assorbito tutto il liquido. Eliminate la foglia di alloro e frullare la polpa di mela. Fate intiepidire. Preparare il risotto. Sbucciate la cipolla, tagliatela a cubetti piccoli e fate appassire in una casseruola con un filo di olio evo. Unite il riso e tostarlo mescolando. Sfumate con il restante vino, poi versate un mestolo di brodo bollente e mescolare. Aggiungete il brodo piano piano solo quando il precedente sarà completamente evaporato. Spegnete e mantecate con la crescenza e il miele e un pizzico di miele. Impiattare il risotto e servire con una quenelle di composta di mele. Decorate con la julienne di buccia e servire subito

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lunedì 13 ottobre 2014

Confettura di uva fragola alla cannella e zenzero


Questo è il periodo in cui in casa siamo sommersi di uva fragola. La piccola vite di mio padre sta dando il meglio di se, quindi abbiamo un bel po' di uva da smaltire. In parte si mangia, in parte va ad amici e parenti e in parte viene utilizzata in ricette varie. Se siete curiosi nel blog ce ne sono già parecchie qua

Un modo classico per farne fuori un bel po' è farci la confettura. Ci ho fatto la gelatina, e l'anno scorso ho provato l'abbinamento con la cannella, che mi è davvero piaciuto molto. Quest'anno ho voluto cambiare (sia mai che paganini si ripeta!) e provare anche ad abbinare lo zenzero fresco.

Il procedimento è sempre lo stesso, un po' noioso tra lavaggio dell'uva, prima cottura, poi passaggio nel passaverdure per eliminare bucce e semi, e infine cottura con le spezie e lo zucchero. Ma fidatevi che il risultato ripaga la fatica. 
Io uso poco zucchero perchè l'uva fragola è piuttosto dolce, 350 g per un chilo di purea di uva. Anche con poco zucchero mi si è mantenuta benissimo per svariati mesi.

Per assaporarla al meglio vi consiglio di aspettare qualche giorno prima di utilizzarla, il gusto migliora decisamente, è più dolce e fruttato. Secondo me la morte sua è spalmata sul pane fresco con un velo di burro, ma nei prossimi giorni su questi schermi un altro modo per utilizzarla in modo goloso, da leccarsi i baffi e magari anche le dita ^__^


Confettura di uva fragola e cannella 
Ingredienti 
1+1/2 kg di acini di uva fragola
350 g zucchero
2 cucchiaini di cannella
2 cm di zenzero fresco
succo di limone

Preparazione 
Lavate l'uva e staccate gli acini dal tralcio, metteteli in una pentola e cuocete a medio fino a quando gli acini non si saranno spappolati e parte del liquido si sia ristretto (circa 20 min).  Passate il composto nel passaverdure in modo da eliminare le bucce e tutti gli acini. Con un chilo e mezzo di uva di uva ho ottenuto 1 chilo di succo e purea. Versare in una pentola insieme alla cannella, il succo di limone e allo zenzero grattugiato. Poi unite lo zucchero e portare ad ebollizione finché lo zucchero non si sarà sciolto. Unite il succo di limone e la cannella, e cuocete finché non si sarà addensata. Controllate il punto di cottura facendo la prova piattino. Quando la marmellata non scenderà piegando il piatto invasare subito, chiudere ermeticamente e capovolgere il vasetto. Girarli solo quando si saranno completamente raffreddati.


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lunedì 6 ottobre 2014

Mini plumcake ai fagioli azuki - Taste&More n.10


In questo periodo sono un po' così, mi sa che avrei bisogno di una vacanza. 
Invece fino a Natale ovviamente non se ne parla proprio...

I matrimoni di due miei colleghi, il battesimo della bimba di mio cugino, e fin qui tutte cose belle, che fanno sentire bene il cuore, ma poi una settimana di lavoro molto stressante, un altro collega che non sta affatto bene, l'ennesimo furto di bicicletta (non se ne può più!!!), e per finire la scomparsa di una blogger, Milena che stimavo, apprezzavo e seguivo fin dal primo giorno in cui mi sono affacciata timidamente in questo mondo. Quando l'ho letto su facebook mi si è legato il sangue...
Non la conoscevo di persona ma la stimavo moltissimo, adoravo il suo modo di raccontarsi e di raccontare le cose, così elegante e raffinato. Ci sono rimasta davvero male.
Questo mondo permette di conoscere tante persone stupende, magari non ci si conosce di persona ma si riescono comunque a instaurare delle amicizie virtuali meravigliose, in cui sai che quando riuscirete a conoscervi sarà come se foste state insieme sin dall'infanzia.

La stessa cosa è successa quando è cominciata la mia avventura con  Taste&More, tante persone simpatiche, bravissime, super professionali, e sempre pronte ad aiutarti. All'inizio ero molto intimorita dalla cosa, avevo paura di fare brutta figura, di non essere all'altezza delle aspettative, ma loro mi hanno subito fatto sentire a mio agio, mi hanno sempre sostenuto. E' bello sentirsi parte di un gruppo come questo :-)


Quindi oggi, che mi sento un po' così ho pensato di proporvi una ricetta che ho fatto proprio per la rivista, in particolare per l'ultimo numero, per il tema legumi. Se desideriate imparare qualcosa in più sui legumi e su tutte le loro proprietà, all'interno della rivista, troverete un articolo di approfondimento della nostra nutrizionista.

Ecco a voi i miei mini plumcake con fagioli azuki. I fagioli azuki sono molto usati per ricette dolci soprattutto in Giappone visto che hanno un sapore dolciastro. Vantano numerose proprietà nutrizionali e in Cina e in Giappone i fagioli azuki sono considerati portafortuna e, per questo motivo, non mancano mai sulle tavole delle feste. L'utilizzo più comune è farne una purea dolce chiamata anko che viene usata come ripieno per i dolci, ad esempio i dorayaki.

Io ho pensato di usare la purea un po' come si fa con la purea di banane per il banana bread, il tutto abbinato al cioccolato. Non ho voluto usare ne burro ne olio, ho messo solo della philadelphia. 


Quindi fagioli, che contengono molti minerali e oligoelementi, cioccolato, che tutti sappiamo fare bene se consumato nella giusta quantità, niente burro...insomma potremmo quasi dire che questi dolcetti fanno bene alla salute ^___^

Ora vi saluto e vi auguro una buona settimana, sicuramente un dolcetto a colazione mette di buon umore e fa partire la giornata con il piede giusto.

Mini plumcake ai fagioli azuki 
Ingredienti per 6 mini plumcake 
150 g fagioli azuki cotti (60 g secchi)
100 g di philadelphia
150 g di zucchero
2 uova
100 g di cioccolato fondente a scaglie
sale un pizzico
1/2 bustina di lievito

Preparazione 
Mettete a bagno i fagioli la sera prima. Il giorno dopo scolateli e cuoceteli con un pizzico di sale per 45 minuti oppure per 30 minuti dal fischio se usate la pentola a pressione. Quando si saranno raffreddati frullateli fino ad ottenere una crema. Montate la philadelphia con lo zucchero fino ad ottenere una crema morbida. Unite le uova una alla volta frullando lentamente, quindi aggiungete la purea di fagioli. Setacciate la farina insieme al lievito e al sale. Unite alle uova mescolando delicatamente dal basso verso l’alto. Infine unite il cioccolato fondente tagliato a scaglie non troppo piccole. Distribuite negli stampini imburrati e infarinati e cuocete a 170 per circa 25 minuti. Il tempo di cottura dipende dalla grandezza degli stampini.




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lunedì 22 settembre 2014

Un classico che non delude mai


Questa mattina mentre correvo mi è venuta in mente una cosa capitata qualche giorno fa su facebook. Un messaggio, in apparenza insignificante, un messaggio costituito da una sola parola, una parola a risposta di un messaggio lasciato sulla bacheca da un’amica che era preoccupata perché il suo porcellino d’India sembrava non stare bene e non voleva mangiare nulla.
Il commento… “sopprimilo”
Il mio primo pensiero è stato “ma guarda tu che testa di caz*!$!”. Una cosa è sicura, uno che scrive una cosa del genere è sicuramente uno che non ha mai vissuto con un animale. E ho pensato “poveretto”.

Il post è un po’ lunghetto, se l’argomento non vi interessa potete direttamente saltare alla ricetta, vi è anche permesso andare da un’altra parte

Sin da quando ero piccola ho sempre avuto animali in giro, prima erano le galline e i gatti di mia nonna (che vivevano in giardino), poi è diventano il “nostro gatto”, cioè il gatto che stava proprio in casa nostra (il vincolo imposto da mia mamma è sempre stato in casa non più di uno).
Quindi ho sempre avuto gatti in giro ma è probabilmente dai 13 anni che ho preso coscienza del mio “sentire felino”. Amo tutti gli animali, ma con i gatti ho un rapporto particolare, un feeling a pelle. Quando avevo 13 anni abbiamo preso un delizioso batuffolo peloso. Da quel momento è nato un rapporto difficile anche da descrivere a parole. Compagna di giochi, di corse per casa, di nascondini, ascoltatrice silenziosa delle confessioni segretissime di un’adolescente occhialuta, secchiona e ultra timida. Io e lei eravamo come una cosa sola, lei riusciva a “sentire” il mio stato d’animo. Quando ero arrabbiata si veniva a sedere vicino a me e mi faceva compagnia silenziosamente, con discrezione. Quando ero ammalata si metteva ai piedi del mio letto e stava li tutto il giorno a farsi accarezzare per farmi passare il tempo. Quando ero invece pimpante mi invitava miagolando a correrle dietro per casa, sembravamo delle invasate ^‿^
Tra noi c’era una “corrispondenza d’amorosi sensi”

Non era una gatta docile, cattivissima con gli altri gatti del circondario, persino i cani di grossa taglia ne erano intimoriti. Quando la portavo dal veterinario sembrava una furia, tanto che era costretto a mettersi dei guantoni che gli arrivavano fin sopra ai gomiti. Ma coccolosissima con noi, sarebbe stata ore sulle ginocchia a farsi accarezzare. Da me poi si faceva fare praticamente qualsiasi cosa, persino il bagno con annessa asciugatura con phon. Chi ha mai avuto un gatto sa cosa voglia dire una cosa del genere...

Ho una foto che conservo come se fosse d’oro, in cui la tengo in braccio e lei è li con un’espressione di godimento e rilassatezza che mi fa morire dal ridere. Occhi felini socchiusi, occhi furbissimi e birbanti.

Siamo state insieme ben 21 anni, sono tanti anni vero? Alla fine le dovevo fare tutte le sere delle flebo per i reni, ma lei si faceva sforacchiare senza fare storie, come se capisse che le facevo si male, ma che lo stavo facendo per lei.
Forse anche in quel caso qualcuno avrebbe potuto pensare “sopprimila che fai prima”. Beh uno che pensa una cosa del genere è sicuramente uno che non si è mai reso conto di quanto amore gli animali possano regalare. Un amore senza se e senza ma, un amore incondizionato e totale che non chiede niente indietro.

Con la sua morte è morta anche una parte di me, anche se stiamo parlando di un gatto, 21 anni insieme non si possono dimenticare. Quando è morta ho pensato “basta non ne voglio più, è troppo doloroso”, ma non ho resistito più di dieci mesi. Non posso vivere senza un gatto intorno; ora c’è un’altra pelosona ad allietare le mie giornate, un angioletto talmente simpatico e coccoloso che sicuramente mi è stato mandato dalla mia gattona da lassù.
Tenere e curare un animale è impegnativo e anche costoso, non lo nego, ma regala talmente tanta gioia da ripagare ampiamente ogni sforzo.


Ma veniamo alla ricetta di oggi, che non ne potrete più dei miei "viaggi"
Un grande classico che non delude mai. Cioccolato, ricotta e pere. Un cake semplice, che profuma di casa, un classico dolce da credenza per una colazione energica o una merenda golosa.
Come tutte le torte con la frutta rimane morbido e leggermente umido. La ricotta aiuta ulteriormente a mantenere soffice, si mantiene ottima per almeno tre giorni, se ci arriva ^‿^

Cake cioccolato e pere
Ingredienti
1 uovo
180 g di zucchero
100 g di ricotta
270 g di farina 00
30 g di olio
100 g di cioccolato fondente
4 cucchiai di latte (io di riso)
3 pere
sale

Procedimento
Prima di tutto fondere in cioccolato a bagnomaria a fate raffreddare. Tagliate due pere a cubetti mentre l'ultima tagliatela a fettine per decorare sopra. Bagnate con un po' di succo di limone per non far annerire. Montare con le fruste l'uovo con lo zucchero. Montare bene fino a che il tutto non diventa bello spumoso. Aggiungete l'olio e poi la ricotta e continuate a montare. Unite il cioccolato fuso freddo. A questo punto aggiungete la farina precedentemente setacciata con il lievito e un pizzico di sale. Fate la cosa a più passaggi aiutandovi con il latte per far incorporare la farina senza fare grumi. Per finire unite i cubetti di pera, mescolate con una spatola e versate nella tortiera imburrata e infarinata. Decorate la superficie con le fettine di pera, poi cuocete a 170 statico per circa un'ora. Fate comunque la prova stecchino.





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