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...potrebbe sembrare un blog di cucina...in parte lo è, ma in verità è un blog su di me. Si perchè per me raccontarvi queste ricette è come raccontare me stessa, i ricordi che i profumi della cucina mi evocano. Si perchè per me inventare, sperimentare, è partire dalle cose che ho visto fare per anni, sin da piccola, alle cuoche della famiglia...la mamma, le nonne e le zie...e modificare questo, aumentare qua, e diminuire là.

lunedì 22 settembre 2014

Un classico che non delude mai


Questa mattina mentre correvo mi è venuta in mente una cosa capitata qualche giorno fa su facebook. Un messaggio, in apparenza insignificante, un messaggio costituito da una sola parola, una parola a risposta di un messaggio lasciato sulla bacheca da un’amica che era preoccupata perché il suo porcellino d’India sembrava non stare bene e non voleva mangiare nulla.
Il commento… “sopprimilo”
Il mio primo pensiero è stato “ma guarda tu che testa di caz*!$!”. Una cosa è sicura, uno che scrive una cosa del genere è sicuramente uno che non ha mai vissuto con un animale. E ho pensato “poveretto”.

Il post è un po’ lunghetto, se l’argomento non vi interessa potete direttamente saltare alla ricetta, vi è anche permesso andare da un’altra parte

Sin da quando ero piccola ho sempre avuto animali in giro, prima erano le galline e i gatti di mia nonna (che vivevano in giardino), poi è diventano il “nostro gatto”, cioè il gatto che stava proprio in casa nostra (il vincolo imposto da mia mamma è sempre stato in casa non più di uno).
Quindi ho sempre avuto gatti in giro ma è probabilmente dai 13 anni che ho preso coscienza del mio “sentire felino”. Amo tutti gli animali, ma con i gatti ho un rapporto particolare, un feeling a pelle. Quando avevo 13 anni abbiamo preso un delizioso batuffolo peloso. Da quel momento è nato un rapporto difficile anche da descrivere a parole. Compagna di giochi, di corse per casa, di nascondini, ascoltatrice silenziosa delle confessioni segretissime di un’adolescente occhialuta, secchiona e ultra timida. Io e lei eravamo come una cosa sola, lei riusciva a “sentire” il mio stato d’animo. Quando ero arrabbiata si veniva a sedere vicino a me e mi faceva compagnia silenziosamente, con discrezione. Quando ero ammalata si metteva ai piedi del mio letto e stava li tutto il giorno a farsi accarezzare per farmi passare il tempo. Quando ero invece pimpante mi invitava miagolando a correrle dietro per casa, sembravamo delle invasate ^‿^
Tra noi c’era una “corrispondenza d’amorosi sensi”

Non era una gatta docile, cattivissima con gli altri gatti del circondario, persino i cani di grossa taglia ne erano intimoriti. Quando la portavo dal veterinario sembrava una furia, tanto che era costretto a mettersi dei guantoni che gli arrivavano fin sopra ai gomiti. Ma coccolosissima con noi, sarebbe stata ore sulle ginocchia a farsi accarezzare. Da me poi si faceva fare praticamente qualsiasi cosa, persino il bagno con annessa asciugatura con phon. Chi ha mai avuto un gatto sa cosa voglia dire una cosa del genere...

Ho una foto che conservo come se fosse d’oro, in cui la tengo in braccio e lei è li con un’espressione di godimento e rilassatezza che mi fa morire dal ridere. Occhi felini socchiusi, occhi furbissimi e birbanti.

Siamo state insieme ben 21 anni, sono tanti anni vero? Alla fine le dovevo fare tutte le sere delle flebo per i reni, ma lei si faceva sforacchiare senza fare storie, come se capisse che le facevo si male, ma che lo stavo facendo per lei.
Forse anche in quel caso qualcuno avrebbe potuto pensare “sopprimila che fai prima”. Beh uno che pensa una cosa del genere è sicuramente uno che non si è mai reso conto di quanto amore gli animali possano regalare. Un amore senza se e senza ma, un amore incondizionato e totale che non chiede niente indietro.

Con la sua morte è morta anche una parte di me, anche se stiamo parlando di un gatto, 21 anni insieme non si possono dimenticare. Quando è morta ho pensato “basta non ne voglio più, è troppo doloroso”, ma non ho resistito più di dieci mesi. Non posso vivere senza un gatto intorno; ora c’è un’altra pelosona ad allietare le mie giornate, un angioletto talmente simpatico e coccoloso che sicuramente mi è stato mandato dalla mia gattona da lassù.
Tenere e curare un animale è impegnativo e anche costoso, non lo nego, ma regala talmente tanta gioia da ripagare ampiamente ogni sforzo.


Ma veniamo alla ricetta di oggi, che non ne potrete più dei miei "viaggi"
Un grande classico che non delude mai. Cioccolato, ricotta e pere. Un cake semplice, che profuma di casa, un classico dolce da credenza per una colazione energica o una merenda golosa.
Come tutte le torte con la frutta rimane morbido e leggermente umido. La ricotta aiuta ulteriormente a mantenere soffice, si mantiene ottima per almeno tre giorni, se ci arriva ^‿^

Cake cioccolato e pere
Ingredienti
1 uovo
180 g di zucchero
100 g di ricotta
270 g di farina 00
30 g di olio
100 g di cioccolato fondente
4 cucchiai di latte (io di riso)
3 pere
sale

Procedimento
Prima di tutto fondere in cioccolato a bagnomaria a fate raffreddare. Tagliate due pere a cubetti mentre l'ultima tagliatela a fettine per decorare sopra. Bagnate con un po' di succo di limone per non far annerire. Montare con le fruste l'uovo con lo zucchero. Montare bene fino a che il tutto non diventa bello spumoso. Aggiungete l'olio e poi la ricotta e continuate a montare. Unite il cioccolato fuso freddo. A questo punto aggiungete la farina precedentemente setacciata con il lievito e un pizzico di sale. Fate la cosa a più passaggi aiutandovi con il latte per far incorporare la farina senza fare grumi. Per finire unite i cubetti di pera, mescolate con una spatola e versate nella tortiera imburrata e infarinata. Decorate la superficie con le fettine di pera, poi cuocete a 170 statico per circa un'ora. Fate comunque la prova stecchino.





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lunedì 15 settembre 2014

Sana 2014


Oggi volevo condividere con voi una bella esperienza che ho vissuto lo scorso fine settimana. Ho avuto il piacere di poter partecipare al SANA, il salone internazionale del biologico e del naturale che si tiene a Bologna tutti gli abbi.

Il salone era articolato in tre sezioni: 
- Alimentazione: erano presenti solo ed esclusivamente aziende di produzione BIO certificate da enti esterni; 
- Benessere: aziende con produzioni BIO certificate e naturali a base di erbe officinali (integratori alimentari e prodotti di bellezza). Quest'anno era presente la nuova area “SANA SPORT”, dove si poteva partecipare ad interessanti convegni su integratori specifici per l’attività sportiva, sia amatoriale che professionale, diete alimentari associate all’attività fisica. 
- Altri prodotti naturali: dove erano presentati prodotti a basso impatto ambientale per la casa e per la vita quotidiana.




Il SANA è una fiera importantissima che ogni anno richiama tantissima gente da tutto il mondo. Nel tempo i visitatori sono aumentati in maniera esponenziale dimostrando sempre più interesse nei confronti del biologico. Il Sana riserva tante proposte; convegni, corsi, workshop, showcooking e seminari mettendo a disposizione persone qualificate, chef, personaggi illustri e medici per parlare del biologico a largo spettro. 
Se vi interessate di alimentazione sana, salute e benessere, bellezza e cosmesi naturale, vi interessate di ecologia e se desiderate un cambiamento in meglio a vantaggio della vostra salute e di quella del pianeta; non potete lasciarvi scappare l’occasione di visitare Sana.


L'interesse per i prodotti biologici non si arresta: crescono le famiglie acquirenti e i soldi spesi per il bio. All'interno del SANA era presenta anche i Veganfest. Le principali Associazioni animaliste, ospitate gratuitamente, hanno tenuto conferenze e illustrato i propri progetti in difesa degli animali e dell’ambiente. Il ricchissimo programma ha visto la presenza di tantissimi ospiti, tra personalità dello spettacolo, scrittori, sportivi, artisti, giornalisti, musicisti e medici che hanno fatto del veganismo una scelta di vita.


Questa bellissima fiera è un perfetto punto di incontro per persone anche con interessi molto diversi, e bella da visitare anche per chi invece nutre nel mondo naturale una semplice curiosità. Devo dire che mi ha davvero colpito la grande cura con la quale ogni singolo espositore è stato curato, che sia questo volutamente semplice o più ricco di ornamenti. Anche l'intera struttura della fiera richiamava spazi verdi con piante e vasi di erbe aromatiche, e i settori espositivi pienissimi di gente riuscivano comunque a garantire un'ottima organizzazione.



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giovedì 11 settembre 2014

Spaghetti al pesto di menta e pistacchi


(Una mattina come tutte le altre) 

Ore 6.05: tititi tititi tititi 
Oddio noooo, la sveglia no 
A questo punto come un ebete, mi alzo, mi lavo la faccia per cercare di svegliarmi (senza successo) e vado in cucina. 
Apro il frigo per prendere un frutto, meglio se non da sbucciare così faccio prima (facilissimo in estate con pesche, prugne etc, molto più difficile in inverno visto che la frutta consiste principalmente di mele, pere e arance). Mangio sempre un frutto prima di partire, per fornire un po' di zucchero al corpo dopo la pausa notturna. Poi si parte con la vestizione che avviene seguendo un rituale ben preciso, maglietta, pantaloncini, (antivento in inverno), poi calzini e scarpe. (sembra una cosa ovvia ma la legatura delle scarpe da corsa deve essere fatta in modo specifico. Avrete notato che le scarpe da ginnastica hanno l'ultimo buchino non in linea con gli altri. Quel buchino va usato in maniera particolare, in modo che le scarpe siano stabili e i lacci non stringano troppo il collo del piede).

Ore 6:15: uscita e via di corsa per un’oretta e mezzo. 
 Anche questa operazione si svolge con un rituale ben preciso, saluto al signore (quasi sicuramente insonne, almeno credo) seduto nel terrazzo della casa quasi a fianco della mia, poi salve e buongiorno a tutti i proprietari di cani che metodicamente portano fuori l’amico a quattro zampe all’alba, facendo sempre lo stesso percorso, proprio come me. C'è chi corre e chi porta fuori il cane :-)

Ore 7.45: rientro a casa. 
E a questo punto scatta la preparazione per il lavoro, stile Fantozzi (avete presente la scena dove calcola ogni mossa al secondo da quando si alza a quando esce di casa per riuscire a prendere l’autobus per andare in ufficio?) 
Ogni secondo è prezioso, doccia velocissima (di solito gelata, stile frigidarium romanio visto che non ho il tempo di far partire la caldaia per scaldare l'acqua), asciugatura capelli, colazione con yogurt e pane o biscotti o fetta di torta, lavaggio denti, preparazione della schiscetta per il pranzo, rimessa a posto del letto, vestizione. 

Ore 8.20: nuova uscita da casa per andare al lavoro. Inforco la mia fidata bici e si parte. 

Ore 8.45: entrata in ufficio, io lo chiamo il mio “buco nero”, so quando entro ma non so mai quando riuscirò ad uscirne. 

Ci possono essere vari “fattori di disturbo” della mia routine mattutina, tutti più o meno accettabili. Ma ce ne è uno che proprio mi fa andare in bestia. Quale? 
La pioggia, ma non la pioggia in generale. Infatti se già piove quando mi alzo non ci sono problemi, mi giro, torno a letto e mi rimetto a dormire. Ma quando comincia a piovere alcuni minuti dopo che sono uscita, facciamo un quarto d’ora, ecco in quel caso mi viene un certo nervoso. Ma non per il fatto di bagnarsi, no. La cosa che mi fa innervosire è che a quel punto torno a casa ma non riesco più ad addormentarmi e mi ritrovo alle 6.30, completamente sveglia. Sveglia, non potendo far rumore per non svegliare nessuno, e troppo presto per prepararsi per l’ufficio. 
A volte mi metto a leggere, ma non mi riesce bene a quell'ora. Quindi di solito finisco per mettermi a sfogliare riviste, indovinate di che cosa ;-) 

Ecco ieri mattina è successa proprio questa cosa, mattina piovosa che neanche a novembre (oggi uguale). Cielo grigio e umore grigio. Anche perché in quelle condizioni mi tocca prendere l’auto per andare al lavoro e li apriti cielo. Quando piove la viabilità bolognese diventa un delirio. 

So che vi state chiedendo cosa c’entra tutto ciò con la ricetta di oggi. Niente! A parte il fatto che la brutta giornata per contrasto mi ha fatto venire voglia di postare un ricetta fresca e leggera, molto estiva, preparata domenica per pranzo. 
Facilissima, praticamente una ricetta non ricetta. Avevo un bel mazzetto di menta fresca e profumata, e ho pensato di prepararci il pesto insieme ad una manciata di pistacchi, parmigiano e olio evo. L’ho utilizzato sia in “versione calda” per condirci gli spaghetti mangiati subito, sia in “versione fredda”, come condimento per una pasta fredda. In questo caso è preferibile utilizzare una pasta corta. Ricordatevi di passarla sotto un getto di acqua fredda per raffreddarla appena scolata. 

Ora vi saluto, purtroppo mi aspetta una giornata pesante

Spaghetti al pesto di pistacchi e menta
Ingredienti (per 2 persone)
160 g di spaghetti
40 g di pistacchi
foglie di menta fresca (circa una ventina)
15 g di parmigiano grattugiato
1 pomodoro
olio evo
sale
pepe

Preparazione
Per prima cosa facciamo tostare i pistacchi, poi pestiamo tutti gli ingredienti a parte il pomodoro nel mortaio aggiungendo un po' alla volta dell' olio extra vergine di oliva. In alternativa utilizzate il minipimer. Alla fine il pesto deve risultare denso e cremoso. A questo punto condiamo gli spaghetti insieme a al pomodoro tagliato a cubetti piccoli, e decoriamo con foglioline di menta.


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venerdì 5 settembre 2014

Taste&More numero 10 - Frittelline dolci di riso basmati e selvaggio


Eccoci qua, puntuali come un orologio svizzero arriva il nuovo numero di Taste&More, il numero di settembre/ottobre. Come sempre ricchissimo di belle immagini e di gustose ricette. 
Gli argomenti di questo numero mi sono davvero piaciuti molto, e non lo dico perchè sono coinvolta nella cosa. Sapete che sono una persona piuttosto sincera, a volte anche troppo, lancio commenti quando sarebbe il caso di tacere ^‿^

Dicevamo, gli argomenti. Allora si va dalle polpette declinate in tante versioni stuzzicanti, con carne pesce e anche vegetariane, a proposte sfiziose sia dolci che salate per il pranzo in ufficio. Dopo le vacanze estive si ritorna al lavoro, ma per una veloce pausa pranzo cosa mangereste? 
Eccovi piatti leggeri ma sfiziosi per riprendere il ritmo senza appesantirsi ma nemmeno senza deprimersi.
E' appena finita l'estate e sicuramente tutte voi avrete preparato tante buone confetture. Voi siete brave quindi so che le avete fatte, io personalmente mi sono data all'ozio ^‿^
Quindi perchè non utilizzarle per una bella crostata? eccovi tante ricette in cui la confettura è abbinata a creme dai gusti davvero particolari e stuzzicanti. 
Poi tante proposte per una buona zuppa di pesce e tante proposte a base di legumi. 


Io parlo parlo ma alla fine che ho fatto? niente, sono stata a guardare ammaliata le meravigliare creazioni delle ragazze ^‿^
Scherzo, anche io ho dato il mio contributo, molto piccolo devo ammettere ma non nullo, sui legumi (prossimamente su questi schermi) e...

...sul riso!! non era difficile intuirlo, considerando le foto. Ma non il classico risotto ma ricette che utilizzano risi diversi dal classico carnaroli o viallone nano, tipo il riso venere, il selvatico, il riso integrale, o quello basmati.

Personalmente mi sono cimentata in una ricetta dolce, una rivisitazione in chiave "esotica" di un grande classico, le frittelle di riso. Mamma mia quanto ne ho mangiate da piccola, io le adoro. La ricetta non è molto diversa da quella che tradizionale, ma ho sostituito il classico riso arborio con un misto di basmati e selvaggio. Il tutto profumato con un po' di cannella.


In verità temevo che questo tipo di riso non fosse adatto, visto che i chicchi di questo riso non tendono a "legarsi" molto, tendono a rimanere sgranati. Invece il risultato è davvero fantastico, ha superato ogni mia aspettativa. Il riso si sente un po' di più rispetto a quelle classiche, non si ha per nulla la sensazione di mangiare del "riso scotto".

Ho servito abbinando a una crema fatta con yogurt greco profumato alla cannella. Secondo me ci sta una meraviglia, la crema stempera la compattezza delle frittelline lasciando in bocca un delizioso sapore di cannella. In casa mia, dove di solito regna la schizzinosità, sono sparite alla velocità della luce ^‿^


Frittelline dolci di riso basmati e selvaggio 
Ingredienti per circa 20 frittelle 
120 g di riso misto basmati e selvaggio 
300 ml acqua 
250 ml latte 
1 cucchiaio di zucchero 
1 uovo 
1 cucchiaio di farina 
1 cucchiaino di cannella (facoltativo) 
½ cucchiaino di sale 
zucchero semolato per guarnire 
olio di arachidi 
Per la salsa 
yogurt greco 
zucchero a velo 
cannella q.b. 

Preparazione 
Mescolate l’acqua con il latte, unite il sale, la cannella e il cucchiaio di zucchero. Portate a bollore e versate il riso. Fate cuocere fino a che tutto il liquido non sarà assorbito completamente (circa 40 minuti). Fate raffreddare poi unite l’uovo e il cucchiaio di farina. Scaldate l’olio in una padella antiaderente e versate un cucchiaio di riso per ogni frittellina. Quando sono diventate dorate, scolatele, asciugatele su carta assorbente e passatele nello zucchero. Servite calde accompagnate con la salsa realizzata mescolando yogurt greco e zucchero spolverato con un poco di cannella.


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martedì 2 settembre 2014

Riso freddo con tartare di peperoni e menta


Toc toc, c’è nessuno?
Prego venite pure avanti, la padrona di casa è tornata ✿

L’estate è quasi finita, purtroppo ho l’impressione che mi sia quasi scivolata tra le dita senza che me accorgessi. Le due settimane con le nipotine sono volate alla velocità della luce. Sono nipotina-dipendente, più sto con loro e più sento il bisogno di stare con loro. E vederle partire per tornare a casa è stato davvero difficile. 
Poi si ritorna al lavoro, si ricomincia a districarsi tra le beghe e i mille impegni giornalieri. Ma la lista dei buoni propositi post-vacanze riporta alcune voci che voglio cercare di seguire, come prendi le cose con calma, vivi di più e stai meno al PC, prenditi del tempo per te, lasciati sorprendere dalle piccole cose.

Con questa ricetta ho cercato di portare gli ultimi sprazzi di questa estate un po’ pazzerella nel piatto, presa dal numero di Agosto di Sale&Pepe. Mi è piaciuta subito, appena vista ha attirato la mia attenzione. 
Io vi propongo una versione rivisitata leggermente in base a quello che avevo in casa. In particolare ho sostituito i fiori di zucca con la polpa di due zucchine chiare. Non so perché ma la foto ha un po’ sfalsato i colori, il riso sembra in bianco ma in verità la crema rende il riso di un colore verde chiaro.

La crema di zucchine e menta che condisce il riso è davvero molto fresca. E' perfetto anche da portare in ufficio per il pranzo o magari per un pic nic se servito in barattoli di vetro.

Riso freddo con tartare di peperoni e menta
Ingredienti (per 2 persone)
140g di riso Roma
1/2 peperone giallo
1/2 peperone rosso
2 zucchinette novelle (di quelle chiare)
1 mazzetto di menta
1 lime
olio evo
sale
pepe

Preparazione
Cuocete il riso in abbondante acqua salata bollente, scolatelo al dente e raffreddatelo sotto l'acqua fredda corrente. Scolatelo, versatelo in una terrina e conditelo con il succo di lime. Lavate le zucchine, asciugatele e frullatele insieme alla menta, insieme al sale, il pepe e 2 cucchiai di olio evo. Versate sul riso e mescolate. Tagliate a dadini piccolissimi i peperoni e saltateli in una padella con un filo d'olio per un minuto circa , in modo che si ammorbidiscano un po'. Disponete il riso in due coppapasta, distribuite sopra la tartare di peperoni e completate con foglie di menta tagliate a coltello e un filo d'olio.


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